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Riforma 231: Nuovi Modelli Organizzativi tra Colpa d'Organizzazione e Procedure di Remediation

La proposta di riforma punta a una profonda revisione della governance delle imprese attraverso i seguenti pilastri:

* Ridefinizione della "Colpa di Organizzazione": La responsabilità dell'ente viene definita come l'effetto della mancata adozione o dell'inefficace attuazione di un modello idoneo a prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi.

* Contenuti Minimi del Modello: Vengono introdotti requisiti più dettagliati per i modelli, che devono essere calibrati sulla forma giuridica, la natura, le dimensioni e il profilo di rischio-reato dell'impresa.

* Idoneità "a standard": Il giudice dovrà valutare l'idoneità dei modelli basandosi su linee guida associative, norme tecniche accreditate (come la UNI ISO 45001:2023 per la sicurezza) e buone prassi.

* Procedura di Remediation: Si introduce la possibilità di estinguere l'illecito o ridurre le sanzioni (fino a un terzo) attraverso percorsi di regolarizzazione organizzativa post-reato e il patteggiamento per gli enti.

* PMI e Flessibilità: Per le piccole imprese, dove la soggettività dell'ente coincide con quella dell'autore del reato, il giudice può disapplicare o ridurre drasticamente le sanzioni pecuniarie.

* Ruolo dell'OdV: Viene rafforzato il ruolo dell'Organismo di Vigilanza, enfatizzandone la professionalità e l'autonomia, e integrandone l'attività con i canali di whistleblowing conformi al D.Lgs. 24/2023.

Fonte d'autore

L'articolo è a firma di Alessandro De Nicola, esperto di governance e autore di diverse pubblicazioni sulla responsabilità degli enti.



 
 
 

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