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Banche, nuova vigilanza ESG-ready: come cambia il perimetro dei controlli dopo il decreto 208/2025

L'articolo esamina le novità introdotte dal Dlgs 208/2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'8 gennaio 2026), che recepisce la direttiva UE CRD VI e adegua l'ordinamento nazionale al regolamento CRR 3 (pacchetto Basilea 3.1).

* Integrazione dei Rischi ESG: Il decreto conferisce alla Banca d'Italia nuovi e incisivi poteri di supervisione per integrare i rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) nella vigilanza prudenziale.

* Misure di Intervento: L'autorità di vigilanza può ora imporre requisiti patrimoniali aggiuntivi o limitazioni alle attività operative specificamente per ridurre l'esposizione ai rischi ESG delle banche.

* Stress Test e Scenari: Viene introdotto l'obbligo per gli istituti di credito di condurre analisi di scenario e stress test periodici, estesi anche al settore delle cripto-attività.

* Impatto sul Credito: Per le imprese, questo significa che la sostenibilità non è più solo una questione etica, ma una variabile che incide direttamente sul costo e sull'accessibilità dei finanziamenti. Le aziende prive di dati ESG strutturati verranno percepite come più rischiose, subendo condizioni di credito peggiorative.

* Governance e Sanzioni: Il decreto inasprisce i requisiti di idoneità per gli esponenti aziendali e introduce "penalità di mora" giornaliere per le banche che non rispettano tempestivamente gli obblighi di vigilanza.

Informazioni Generali

* Autore: Bruno Pagamici

* Fonte: ItaliaOggi7 – Sezione Aziende e Mercato (26 gennaio 2026)




 
 
 

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