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Responsabilità degli enti, boom dei reati presupposto


L'articolo traccia un bilancio dei primi 25 anni del Dlgs 231/2001, evidenziando come l'elenco dei reati che possono far scattare la responsabilità delle aziende sia passato dalle iniziali 15 fattispecie a oltre 200.

* Evoluzione del catalogo: Il sistema è passato da un gruppo limitato di reati dolosi a un "perimetro mobile" che oggi include reati colposi, ambientali, societari e, più recentemente, le violazioni delle misure restrittive UE (Dlgs 211/2025).

* Le "famiglie" più numerose:

* Reati ambientali: Con 40 fattispecie (art. 25-undecies), rappresentano il driver principale della compliance odierna.

* Reati societari: 21 fattispecie che richiedono non solo procedure, ma assetti organizzativi adeguati ai sensi dell'art. 2086 c.c..

* Reati tributari: In costante espansione, obbligano le imprese a integrare controlli su fatture, pagamenti e flussi finanziari.

* Nuove sfide tecnologiche: L'intelligenza artificiale e i flussi digitali spostano il rischio verso la cybersecurity e la governance dei dati, rendendo necessari modelli dinamici che dialoghino costantemente con i sistemi di controllo interni.

* Complessità della compliance: Il risultato di questa stratificazione normativa è una "matassa disomogenea" che rende sempre più difficile per le imprese predisporre modelli organizzativi realmente esimenti.

Informazioni Generali

* Autore: Sandro Guerra

* Fonte: ItaliaOggi7 – Sezione Responsabilità 231



 
 
 

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